I disturbi dell'umore

I disturbi dell’umore, soprattutto la depressione, costituiscono una patologia ampiamente diffusa tra la popolazione generale.
Studi mostrano che il 20% della popolazione nel corso della vita vada incontro ad episodi depressivi o maniacali con un rapporto di 1:3 tra forme bipolari e unipolari (depressione). Nei Paesi Occidentali la prevalenza della depressione maggiore risulta essere del 2,2% in un mese e del 5,8% nel corso della vita, con una frequenza circa doppia nelle donne rispetto agli uomini.
I disturbi dell’umore sono un insieme di patologie caratterizzate da un'alterazione del tono dell'umore, con conseguente disagio psicologico e problematiche nel funzionamento sociale.
I manuali diagnostici distinguono tra disturbi depressivi e disturbi bipolari.
I primi sono caratterizzati da umore depresso accompagnato da:
- profonda tristezza, sensazione di colpa e di apprensione;
- disturbi del sonno e dell'appetito;
- apatia e mancanza di interesse e piacere per la maggior parte delle attività;
- tendenza all'isolamento;
- scarso desiderio sessuale.
Questi sintomi possono presentarsi come episodi acuti o come lunghi periodi di umore depresso . Nel primo caso, se i sintomi sono presenti da almeno due settimane, si parlerà di disturbo depressivo maggiore; nel secondo caso invece, se la durata si protrae per almeno due anni, sarà possibile diagnosticare un disturbo distimico.
I disturbi dell’umore di tipo bipolare invece, sono caratterizzati dall’alternarsi di episodi depressivi ad episodi maniacali, misti o ipomaniacali, cioè a fasi con umore marcatamente euforico o irritabile, associato ai seguenti sintomi:
- aumento del livello di attività in ambito lavorativo, sociale o sessuale,
- loquacità insolita o eloquio rapido,
- sensazione che i pensieri si succedano velocemente,
- diminuito bisogno di sonno,
- elevata autostima,
- facile distraibilità,
- eccessivo coinvolgimento in attività piacevoli potenzialmente dannose.
